Davvero tutto finito?
Nota iniziale: Mi scuserete se non scriverò con uno stile accettabile, ed un linguaggio comprensibile, ma a scriver di getto succede così, che ti vengono in mente frasi scollegate tra loro, apparentemente sconnesse, ma scommetto che a voi va bene anche così... Mi capirete ugualmente.
Due anni pesano senza l’euforia del Rabadan, si sentono. So che a qualcosa bisogna pur rinunciare nella vita... Ma la rinuncia del Rabadan l’anno scorso mi ha scombussolato, é come un rito che ha saltato un giro. Non so se mi spiego. È una cosa anormale, un’anomalia, un inceppamento del normale scorrere degli eventi. Nulla di grave, ma è strano. È come... è come il ciclo mensile di noi donne... se non arriva cominci a preoccuparti! No dai, scherzi a parte. Quest’anno l’ho vissuto in modo diverso, tanto che non me ne sono resa conto, che é già finito. Come il Capodanno ci ha lasciati così di stucco, senza avvisarci che si stava portando via un altro anno, pure questo Carnevale se n’é andato e ...
m’ha lasciato tanti ricordi, e me ne ha fatti tornare in mente tanti altri, ...
rivedendo certe persone, sì, ma anche percorrendo ad ogni passo il suolo bellinzonese, a partire dalla stazione. E via via, ripercorrendo le strade rumorose, entrando nelle tendine, ogni tendina un’immagine in testa, vaga ed offuscata dal velo del tempo. Ma restano quel sapore di vissuto, quel rituale, ed il passare dalla piazza con le Guggen che fanno baccano e ci fracassano le orecchie coi loro tamburi, casse rullanti, e xilofoni e piatti e trombe! E quest’anno la mia prima Guggen del cuore, i Ciod han fatto i 50 anni di vita. Siamo i re dell'animazione!
E la gente, tanta! Quanta gente, le subrettes con le sigarette attaccate al filtro lunghissimo, che discorsi abbiam tirato fuori! Gli emo, o gli emom, o gli emon? I depressi a 15 anni! L’indipendenza di un diploma, i figli! Il divertimento!
E quanti altri costumi strani! La poltrona, la doccia (c’é puntualmente ogni anno!), le cialde del caffé e le bistecche che camminano, e poi i soliti, ma buffi e divertenti, perché gli animali che bevono e ballano insieme, a me hanno sempre fatto ridere! E vedi i cani, i gatti, i fenicotteri rosa, le ranocchie, e le tartarughe! E poi i pirati, le donzelle del ‘300, i giullari, quanti!!! Gli Incredibili, Superman, Batman barcollante, che rridere! Non lo ricordavo così concio nel film! :-D
Quanta gente? Bella e festosa! Gioia, festa, allegria e spensieratezza. Ma anche momenti tristi, purtroppo, quest’anno abbiamo visto anche quelli. Forse preannunciato, forse, forse forse... Un sacco di discorsi già fatti nel frattempo. E speriamo sia la prima e l’ultima volta. Dio mio speriamo.
Ma quel sapore di risate, la birra, ed i bicchieri lunghi e stretti, tenuti in mano ballando! E i sorrisi strappati a chi non te lo aspetti, per la mia aria sbarazzina, e i miei balli buffi... Le battute, gli scherzi con chi incontri per la strada, mentre esci o entri dalla tendina, mentre aspetti che chi é con te finisca di fare i suoi comodi, o di fumarsi la sigaretta... o le teorie elaborate in fretta chiacchierando con gli sconosciuti alla fila per il bagno, alla fila per la piadina... AHhhh, la piadina!! Le sciure grandi maestre di Piadina Romagnola! I sorrisi, i “GRAZIE!” con la gioia che si legge in volto e l’acquolina in bocca! E anche i fuochi d’artificio! Pure quelli quest’anno! Ooooooooh! La bocca aperta e lo sguardo meravigliato rivolto al cielo, come una bambina, sì!! Perché non voglio smettere di esserlo! Di meravigliarmi e ridere! E sorridere e guardare al cielo! Non voglio smettere almeno in sti giorni!
E uscire dall’ultima tendina con le luci che si accendono, l’atmosfera che svanisce e però noi ancora dentro a cantare! Cantare tutti insieme! Le canzoni più trash! 883! Non la so, ma ti lascio il microfono immaginario Valè! Canta, l’ultima strofa, prima che ci sbattono fuori insieme alla spazzatura! Già, il sapore di viverla fino all’ultimo, fino all’ultimo minuto in cui ti rendi conto che sì, è mattina, il carnevale è finito. È mercoledì, e stai tornando a casa, coi tuoi vestiti pieni di birra, e di chissà quant’altro, meglio non saperlo.
Ed ora qui, il mercoledì, due anni dopo l’ultima baldoria... Tutto finito, ed io rimango così, coi pensieri a farmi compagnia in testa, e con l’ansia che ormai la tranquillità e la quotidianità si son già impossessate di me. In questo mercoledì di fine-carnevale. Vestita con abiti normali, mi manca già la mia parrucca. Quella che esprime la vera parte di me, chissà? Sicuramente dico io. Ma ormai, bisogna nascondersi, dietro la maschera della persona normale. Perché ci sono altri 12 mesi da affrontare insieme agli altri, gente comune.
Ricordi sparsi: Euiua i Ciod!, Castello a colori, punk e boa giallo (ah, e Zio Bill)
Ciao Carnevale, ci vediamo l’anno prossimo.


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