Il declino. L'involuzione di un blog. Ormai non più cronaca dei weekend, ma diario 'mensile' che non ha niente da dire. Aspettando il giorno della libertà di sentire e di pensare ancora. Dai 26 è solo un lento rewind e play con qualche pausa. Bisogna passare da tutte le fasi di questa vita, non si scappa. L'involuzione prima della rinascita.

lunedì 22 settembre 2008

Ce l'ho fatta.

CE L'HO FATTA .

Adesso posso anche far star zitti tutti. Non hanno più niente da dirmi. Non avete più niente da dirmi. Ce l'ho fatta. Ho raggiunto il mio scopo. Ho una laurea. A chi non credeva che ce l'avrei fatta. A me medesima, appunto. Non credevo che avrei potuto far tacere chi continuava a criticarmi per quello che faccio, o che non ho fatto. Ma ora posso. Me l'hai detto tu fratello, che sarebbe stato così.
Ho finito, in tempi record. Come al solito lo sprint finale, si da il massimo, almeno, quello che si può dare. Sempre all'ultimo secondo, io.

Ce l'ho fatta.

Eppure c'è qualcosa. C'è qualcosa che non sta in piedi. E lo so cos'è, ma la risposta me la do da sola a quel qualcosa:

"Non avrai un titolo che sia chiaro e definibile, non sei né avvocato, né medico, né economista, né giornalista, né... Non sei niente di più di quel che eri 3 anni fa, è chiaro, deprimente e chiaro. Ma stai contenta perché....qualunque cosa tu sia ora, hai finito, hai raggiunto il tuo scopo in meno di 3 anni (2 anni e trecentocinquantasette giorni da quando ho lasciato il lavoro)! È questo che ti deve rendere orgogliosa, non quello che sei diventata, oramai quello non è più un problema. Laureata in cosa? Ma chissene frega! L'importante è che non hai mollato, e che ce l'hai fatta!"

Una bella pacca sulla spalla a me stessa, e ora posso finalmente abbracciare tutti i miei cari, virtualmente la nonna e i miei vecchietti, che al telefono m'han fatto gli auguri, e fisicamente posso ritornare a vedere le mie amiche, trascurate e allontanate contro la mia volontà. Eccomi ragazze! Ci sono ancora!

Ringrazio chi c'era quando ho dato la notizia in quei giorni ormai lontani in cui iniziavo st'avventura (oltre ovviamente ai compagni di viaggio conosciuti tra i banchi di scuola e con cui ho vissuto gioie e dolori),
le mie quattro stelle, i miei vecchietti, i miei fratelli, il Napoletano ( che mi ha vista crescere ;-) per te ne avrò sempre 19, eh!), la mia nonna e le sue preghiere "a lu Signure", tutto il parentame di ggiù, e pure quelli che non sono ggiù ma pur sempre lontani, poi i cari amici conosciuti nei miei anni di scorribande S.&S., G. e credo siano tutti. Mi hanno incoraggiato, supportato ma sopportato specialmente, perché a star dietro a me, c'è bisogno assai buon animo, pazienza e comprensione, sagge parole, un pizzico di ironia ma anche durezza ogni tanto.

E un grazie particolare a chi ha messo a disposizione i mezzi, quando i mezzi non c'erano più, proprio quando ne avevo bisogno. Che senza la sua bontà e generosità io non so come avrei fatto a finire il mio "sprint finale". Questo pc, un DELL D610, mi ha permesso di crederci che potevo ancora farcela, quando la speranza di far funzionare il mio vecchio catorcio era ormai svanita.

La mia parentesi finisce qua.

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