A volte
Tornando a casa dalla festa di compleanno del pupo, sconsolata perché non ho trovato la batteria Bontempi per lui, mi fermo in città, passeggio da sola per 10 minuti, vedo le macchine, la gente che si ritrova nei bar che si animano appena, è metà settimana. Domani è festa. Mi basta vedere che questa città non è morta del tutto, e m'incammino a prendere il penultimo bus. Scendo alla mia fermata, attraverso il ponte stranamente più illuminato del solito. Guardo in alto, 'quante stelle questa sera, ha già 2 anni, l'anno scorso c'era anche zio Pippo con noi, mannaggia mi sta venendo il raffreddore'. Penso milioni di cose tutte in una volta, e nemmeno una si conclude. Arrivo a casa, apro la porta e salgo le scale.
A volte ho l'impressione che la mia vita inizi e finisca tra le mura della mia stanza. Connessa virtualmente alla vita reale attraverso una rete wireless che funziona una volta sì e 40 no. Tra quelle scartoffie che non voglio decidermi a buttare, tra i ritagli di giornale che mai ho letto, o riletto, tra i CD e le vecchie cassette registrate, che non ascolto nemmeno più, tra gli armadi pieni di vestiti vecchi che continuo ad indossare e gli scaffali pieni di fogli, appunti e libri che mai ristudierò. Lì ci sono io, a volte mi basto, a volte vorrei non fosse tutto qui. Ma sempre mi rendo conto che una sola cosa difficilmente potrò di nuovo avere.
Pensato: notte 20 - 21 maggio '09, ore 00.00

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