Il declino. L'involuzione di un blog. Ormai non più cronaca dei weekend, ma diario 'mensile' che non ha niente da dire. Aspettando il giorno della libertà di sentire e di pensare ancora. Dai 26 è solo un lento rewind e play con qualche pausa. Bisogna passare da tutte le fasi di questa vita, non si scappa. L'involuzione prima della rinascita.

domenica 16 agosto 2009

A random

...molto a random.
Osservare, agire, osservare, sorridere leggera della stupidità umana...

"...E così
anche il sabato è andato così
si è bevuto, ballato, qualcuno ha imbarcato
il più scemo le ha prese e ha una faccia così..."

Già, e anche l'ultimo sabato del festival è andato. Ore 2.35 A.M., è presto lo so, rispetto alle mie ultime sere. Prendo i miei cd dall'auto, la libero di tutte le cose che avevo lasciato e la ringrazio sussurrando con voce ferma per avermi dato un po' di libertà in queste due settimane, seppur con la paura costante di farle qualche danno, d'altronde non è mia.
Grazie 'Culona' (bel nome per un macchinone), ti ho odiata perché sei superba oltre che scomoda, ma non posso che inchinarmi e ringraziarti perché se non c'eri tu potevo scordarmi di riveder tutte quelle facce.
Potevo scordarmi di riassaporare il gusto del piede leggero sul gas con la musica giusta, la notte, il finestrino giù, me e la strada tutta mia.
Potevo scordarmi di ritrovare gli schemi della comunicazione in vasti ambienti sociali.
Potevo scordarmi di osservare la gente e le interazioni tra gruppi e tra individui, e di riscoprire cose abbandonate come la mimica e la prossemica. E di vedere che le regole implicite a volte sono false... Non è come sembra, ma a volte lo è. Osservare.
Potevo anche scordarmi di riscoprirmi ancora capace di attirare l'interesse. Agire.
Già, per gioco ho provato a veder se ci riuscivo ancora, e per gioco camminavo seria e incrociavo gli sguardi degli ominicchi di qua e di là e dillà ancora, i baristi marpioni, i tamarri, gli ingenuotti e i distratti, e con poco stupore vedevo che ricambiavano. Certe cose proprio non cambiano anche dopo anni che non le pratichi più. Agli sguardi ci credono tutti. Altre volte può darsi che qualcun'altro abbia fatto lo stesso con me e non mi sia accorta, la solita distratta. Peccato che in realtà non mi interessi più nulla di tutto questo. Sorrido bonaria guardando quelli che ancora ci vogliono credere a queste cose, o hanno bisogno di crederci ancora, mi fanno tenerezza quelli che ancora ci provano: le nuove coppie che si godono l'attimo fugace della passione, sapendo già come finirà. E sorrido come chi mi guarda dopo una pessima battuta delle mie, nello stesso modo guardo come tutto alla fine giri attorno ad una cosa sola, come diceva sempre la buona F. ai vecchi tempi, ma io mi dissocio da tutto. Non ne ho bisogno ora, semplicemente. Ma quando vorrò ancora, ho la certezza di non aver perso quel tocco negli anni, so che ho le armi che hanno tutte, e forse qualcuna in più che non so ancora di avere. Le armi, manco poi che ci debbano essere vincitori e vinti in ste cose... Ma vabé.
Tutto questo l'ho assaporato con il contagocce, forse in questi 10 giorni ero troppo sovrappensiero - distratta da chissà cosa, chissà quale pensiero - per agire di più, e osservare di più.

È stato bello rivedere l'ambiente dell'agosto locarnese.


All'anno prossimo, forse.
L.