Le canzoni di Natale
Di canzoni di Natale ne escono ogni anno, escono a ondate, nel senso che ce n’é d’ogni tipo, da quelle dei mitici Elio e le Storie Tese fatte su misura per Radio Deejay, che hanno i testi più strampalati che ci si possa immaginare:
Dalle note di Natale allo zenzero:
“Natale allo zenzero
Presepe allo zenzero
tanti auguroni allo zenzero
stappare lo zenzero
brindare allo zenzero
gridare fortissimo ZENZERO....”
Al remake di Caro 2000, Babbo Natale 2000:
“Babbo Nataleeeee,
quanto tempo è già passato dal Natale "zeerooo"?!
L'albero è già pronto ed io
sto aspettando te
con la lista dei doni infinitaaa...”
E poi alla canzone che fa l’elogio al detto “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”:
“Panettone is on the table, and everybody’s drinking Moscato.
Go to buy a tree, but not a true tree because otherwise it would die die die die die
Panettone is on the table but it is another one;
infatti è quello senza canditiiiiii.
Christmas with the yours, Easter what you want
Peace between Lino e Cecchetto.
Christmas with the yours, Easter what you want.”
Christmas with the yours
Alle solite canzoni antiche come il giradischi quasi, quelle di George Michael, Mariah Carey, ecc, ecc...
L’avrete notato, questo tipo di canzoni di solito c’hanno i campanelli sonanti come sottofondo, possono essere allegre come la slitta del Babbo che corre trainata dalle renne nel cielo stellato mentre il Babbo fa la sua grossa risata “Oh oh ooooh!”, ma spesso sono ballate tristi e lente, e comunque sia sono tutte ovattate (parole e suoni tutti “innevati”) e sanno, hanno il sapore appunto... di Natale.
Poi ci sono altri tipi di canzoni che segnano il passare degli anni e anche, in qualche modo, l’arrivo del Natale. Di solito sono tutte quelle Hit che verso ottobre/novembre salgono in classifica e che quindi arrivano fino alle feste a farci compagnia come sottofondo alle nostre giornate. Per esempio, nel 2006 c’era la Pausini a martellare le radio con la sua “Io caaaaaaaaaaaantooooooooooo, le mani in tasca e caaaaaaaaaaaantoooooooooo...”, poi Placebo, poi Muse, che uscirono a metà anno ma resistettero fino all’anno dopo. Il 2007.
E poi ci sono quelle di quest’anno. Quest’anno. Quest’anno a farci capire che siamo sotto le feste e che un altro anno se ne sta per andare, ci sono un due tre, mille canzoni. Ci son i Subsonica con un intero album, ma quello forse è un caso... che siano usciti proprio sotto Natale. Poi Lenny, struggente e malinconica la sua “I’ll be waiting”. Poi, poi Jovanotti, tornato a far un pezzo con i Negramaro, amara canzone la loro “Cade la pioggia”, ma poi ne ha fatta una sua, da solo. Appunto, .... L’inizio fa proprio così:
“Io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo”
E il titolo è Fango. Stranamente, è Natale ed ho trovato una canzone bella alla radio. Bella. Una di quelle, rare, che fin dalla prima nota entra e ti sfiora l’orecchio, prima distrattamente, poi dolcemente ma quasi prepotentemente si infila dentro la pelle, e parola dopo parola tocca ogni punto del corpo, fino ad accarezzare le corde più profonde, per farci ricordare ciò che ogni giorno tendiamo a scacciare dalla mente:
“che l'unico pericolo che senti veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
di non riuscire più a sentire niente.”
Dolce e delicata la voce del Jova, si insinua nella mente e fa scorrere quel fluido vivo che è in ognuno di noi, risveglia i sensi, ci fa ricordare. Che siamo vivi. Ci fa ricordare. Il senso del vivere.
Voto a “Fango”, di Jovanotti, 2007: 9 ½ +
Buone Feste a tutti voi, miei fedeli lettori.

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