IL RESPONSABILE DELLA PROGRAMMAZIONE MUSICALE
Oggi, in un giorno qualunque di un mese qualunque, senza alcuna aspettativa iniziale per questa visita aziendale... così, inaspettatamente, ho visto il mio sogno. Ho visto il lavoro della mia vita. È in uno stanzino angusto pieno di CD e un computer con dentro un software.
Non lo speaker di un programma, neanche quello del notiziario, non il redattore dei testi, non il tecnico di montaggio, non il creatore delle trame degli skatch, e neanche il tecnico del suono, no. Il responsabile della programmazione musicale. In quello stanzino piccolo piccolo.
Appena uscita da lì ero completamente sulle nuvole, me ne son tornata a casa con lo sguardo imbambolato fisso nel vuoto, come se avessi appena assistito al concerto più bello della mia vita. Così, sospesa. Felice per aver capito cosa posso fare su questo mondo. Ma con l’amarezza data dal fatto che: quel lavoro lì è unico, e lo sta già facendo qualcun’altro!
Adesso sto cercando le motivazioni per non desiderare di fare un lavoro così, anzi quel lavoro lì... Non ne trovo. Sarà illusione di perfezione? Meglio non rincorrere ciò che non si può avere.
Gioia misto a tristezza, oggi, in un giorno qualunque.
Back. Piedi per terra, rieccomi.
Nel frattempo ho già pensato ad un'alternativa: vado a lavorare da Pinguis, sarebbe l'unico posto dove il capo chiama i suoi dipendenti "nini" o "stèla". Buono, no?

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