L'Apertura
ore 4.40 sono "già" nella mia stanza e ho appena chiuso la porta. Il sabato è finito. Per me e per tant'altra gente, questa sera. Per altri nottambuli irrequieti ancora no di sicuro, ma per i più: per tutti quelli come me, che son andati in giro a festeggiare L' "Apertura", è l'ora della buona notte.
La serata l'ho iniziata preparando la cena ai 2 nipoti biondi, gioie di zia. Averli a casa mi tira su l'animo, sto imparando a prenderli per il verso giusto.
Già, si prospettava un programmone, la Mutti: 'dormono qui, per la prima volta con noi!' Ah, bene! Domenica prevedo sveglia alle 7 del mattino allora, già capito l'andazzo di sti furfanti treenni e cinquenni.
Notte libera ai genitori dunque: DA BIG BRODAAA' e cognata finalmente si godono una serata unica, come ai vecchi tempi. Quelli della beata gioventù, 'nzomma..
Parto convinta verso le 22.15-22.30 da casa, sciallo, tanto là dura fino alle 2, volendo. Non so cosa mi aspetta, non so se farò il giro della città e tornerò a casa come al solito. Mi lascio sorprendere, poi invece decido di crearmele le situazioni: scrivo un paio di messaggi invani, una è fuori a cena, i gemelli scheletricamente rispondono "Stasera no". Fanculo. Parto col primo giro di perlustrazione. Man'in tasca, test'alta e piede sicuro. Osservo l'ambiente.
Cavern
Questa sera gli afficionados non potevano perdere L' "Apertura del carnevale". È l'unico momento della vita cittadina dove ti è concesso (ma concesso di ché poi??) comportarti come a carnevale, pur indossando abiti 'civili'. FI GA TA ! Avanti, ditemi perché non può essere così ogni stracazzosissimo maledetto weekend? Sto scrivendo ora, alle 5 del mattino! Potrà essere sempre così?
Mi reco - finita la prima birra e salutato le prime persone - mi reco a quel bar imbrugato, nascosto. Solo quelli che il carnevale lo 'Vivono' sanno che esiste, l'abitudine d'ogni anno, ritrovarsi in quel buco in cima alle scale, dietro ai negozi. Chissà come mi è venuto in mente d'andar proprio lì? Vuol dir che oramai, faccio parte della nicchia. Sicura di trovarci gente over 35, ma disinteressata da ciò. Alla salita osservo l'andazzo e prima d'entrare cerco di darmi un tono. Ma mi vien da ridere perché mi viene in mente Elio e le storie tese. Torno seria e mi ridò il tono. (Sapete, darsi un tono, no?) Mi faccio largo entrando, con il mio tono e faccio sparire il mio ghigno beffardo, cerco il bancone e... inaspettati gl'incontri, la tipa appoggiata al bancone, mi saluta. La guardo stupita. Poi la riconosco e lo stupore svanisce. lo immaginavo. È lei, mi saluta e mi offre da bere. La madre dei pargoli che ho lasciato a casa poco fa. Cognata e big broth'. Era ovvio che li trovassi lì, posso immaginar quante ne han fatte di serate lì dentro prima di metter su famiglia... Stasera, una volta all'anno almeno, è la loro serata. Mi unisco, e con big brother si brinda, si beve, si polemicicicicizza sulle scelte musicali del dj (non capisce proprio un cazzo! se faccio le corna non è per insultarti, é perché voglio ROCK!)... Tipico di noialtri. 10 anni fa mai avrei pensato di bere insieme a lei, anche perché lei non c'era ancora nella nostra famiglia. E ogni volta che succede di ritrovarmi a bere con lui, lo trovo sempre strano. Talmente distanti, e poi quando ci son concerti o feste, sembriamo soci della birra! La sorellina cresce, e deperisce.
Ribecchiamo pure la sua coetanea, i tempi del palazzo, mi riconosce appena e ci salutiamo entusiaste!
Stasera, si passano momenti felici. Spensierati e spontanei. Così dev'essere ogni maledetto weekend. Così dev'essere! Non passavo una serata così bella e improvvisata e in solitaria e piena di cose che succedono da Dio solo sa quanto! Loro mi tengono compagnia (anzi, mi offrono da bere) fino all'1 e un po'. Sto quasi per andarmene anch'io, con il mio bicchiere ancora in mano. Ma qualcosa mi dice che no, non può finir così! Non a quest'ora!
Satellitando
Vago, vago, vago senza meta un po' nei due altri buchi di bar, un po' alla tendina in piazza, un po' non lo so neanch'io dove. Trovo Mitch in piazza Municipio che mi dice frettoloso "tienimi questo che vado a pisciare". Vabbé, col suo birrozzo in mano 30 secondi dopo mi ritrovo a parlare in mezzo ai parcheggi del Municipio con uno di un'altra combriccola, Aci, l'Imbeccille ormai perso dal'alcool che vaneggia discorsi pseudo-marpionatori e cerca di vendermi polizze assicurative per l'auto che ancora non ho. Fanculo. Sai che te lo posso dire senza che ti offendi, vero?
A questo punto cerco di ricordare tutte le postazioni, e i percorsi e per quanto tempo son rimasta in ogni punto. Ma mi viene molto difficile. Dal momento dell'incontro con Mitch e poi con Aci parte il mio ingarbugliamento. Seguo prima un gruppo, poi li lascio, poi vago da sola e poi ritorno, poi me ne vado di nuovo, poi ritrovo gli altri, poi di nuovo vado per i fatti miei, poi...
La mia vita sociale è all'apice per quasi tutto l'arco della serata. Sono molto felice. Esagero forse. Ye. Olé. Uau. Wow. Yu-u - Yuhu. Poi arriva, anzi, mi si para davanti la nube grigia. Non nera nera, ma grigina chiara. E finisco per asfissiarlo di parole in eccesso. Che palle. Tanto lo so che manco m'ascolta e non gl'interessa granché quel che dico. Ma quando mi ricapita di esprimere la mia imbecillitudine spontaneamente con gente che conosco ormai da anni? Sono tutti persi, ognuno per i cazzi suoi. E ne approfitto, dio bono! Respiro l'aria di festa e semi-trasgressione, m'immergo beata nel caos cittadino, cammino mani in tasca e passo indipendente e sto bene. Mi son pure divertita a manipolare una mente persa da chissà quali fumi, prima di lasciarla tra gl'artigli di chi tramava su di lei... A me proprio non m'interessa, m'interessa solo di pensare a me.
40Km/h
Certo, il viaggio di ritorno l'ho fatto a 40 km all'ora, un po' per la nebbia fitta, un po' perché mi rendessi conto che la serata è giunta al capolinea, un po' perché mi va di camminare piano, un po' perché - effettivamente - la compagnia anche solo per 2 chiacchiere, i 'mega' discorsi futili-pseudofilosofici-ironici-sdrammatizzantici-rivelatori, mi mancano da morire. Mi manca anche tanto altro, ma quella è un'altra storia. Un po' perché sono maledettamente sobria, e sarebbe stato meglio rischiare un po' di più, per una volta che guido. Oddio, bastian contrario sono. Un po' perché sono cosciente, che non posso avere altro. Un po' perché son sempre più cosciente dei miei limiti naturali. Un po' perché mi rendo conto che la domenica che arriva tutti quanti si dimenticano delle persone incontrate, ed allora penso che è meglio così, nessuno s'è accorto di me. Su di nessuno so lasciare il segno. Perché non sono in grado e anche perché non ne vale la pena. Nessuno si ricorderà, che ero sola in giro. E non ci sarà il pericolo che qualcuno si domandi "chissà se la rivedrò il weekend prossimo" o "chissà la ricciolona che fine ha fatto, m'intrigava il mistero attorno a lei" (che poi dico io da cos'è che decidono se una è ricciolona o ricciolina?) Un po' perché sto illudendomi di aver ripreso il ritmo della notte.
La realtà
Libera, indipendente, e con quel pizzico di menefreghismo. Ecco lo spirito con cui affronto le serate da sola per la città. Certo, ci vuole l'occasione: l'auto tutta per me e/o il caos in città. Se non c'è né uno né l'altro però, non si può esser felici per poche ore. Per me. Triste realtà: conviene stare a casa.
Aspettando fortemente il carnevale vero.
Buona notte a me e a tutti, tutti tutti tutti

3 Comments:
vogliamo (voglio?) il post sulla segretaria trash!!!!
P.S. "Su di nessuno so lasciare il segno", non buttarti giù così, ieri quando ero grigio grigio mi hai fatto ridere come non mai!
Hold on!!!
Praticamente ci siamo scambiati gli umori. A tuo vantaggio, come sempre. In ogni caso non m'importa lasciar pezzi di me in giro.
La vita da cantiere la racconterò dopo la festa di S.ta Barbara, forse.
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