Il declino. L'involuzione di un blog. Ormai non più cronaca dei weekend, ma diario 'mensile' che non ha niente da dire. Aspettando il giorno della libertà di sentire e di pensare ancora. Dai 26 è solo un lento rewind e play con qualche pausa. Bisogna passare da tutte le fasi di questa vita, non si scappa. L'involuzione prima della rinascita.

domenica 11 luglio 2010

Detesto riempire il mio spazio di cose fastidiose. Ma stasera è stata una pessima serata e mi devo sfogare. Socializzato, sì, certo con gente sbagliata. Non è cosa da me. Il presentimento l'avevo, ma come sempre la solita polla non sa come affrontare le domande a raffica e di troppo, iper invadenti, le strategie di abbordamento-tipe, le richieste di passaggi a casa e quelle di numeri di telefono.... Non sono più adatta a queste cose! Non è più tempo per me ormai! E questa sera me ne sono resa conto. Con in più lo scazzo - arrivata a casa a un'ora che non ho deciso io (che se non mi avessero tartassato allo sfinimento con racconti della loro ex-vita da studenti sarei già a dormire da 3 ore abbondanti) - ... con in più lo scazzo di ritrovarmi con i pantaloni estivi made in Nepal comprati oggi nuovi nuovi con un cazzo di buco di sigaretta in fondo alla gamba. E quella nullità del pseudo angelo caduto dal cielo della settimana prima, era proprio solo un'immagine illusoria e fantastica, lo sapevo, le percepisci certe cose. Altro che bello straniero, gran quaquaraquà! Ma quando mai me lo son ritrovata tra i piedi per puro caso anche stasera. Quando mai mi è saltato in mente di andare da sola in quel posto che sapevo benissimo che la musica faceva cagare e che la gente è sempre così poca che si accorge se giro da sola! Ma questo destino porco bastardo mi perseguita. Ma soprattutto sto tizio, ma checcazzo vuole da me??! Passaggio a casa, già tanto che non gli ho fatto pagare la benzina, dato che non era neanche sulla strada di casa mia ma molto più in giù. Stupida ingenua, a me se mi chiedono un passaggio è un passaggio e basta, nulla di piû. Ma sotto sotto le sai le cose, ma allora perché pensi sempre che non sia come temi che sia? Come concludere in decadenza questo stupido rito che non ha più senso ripetere ogni anno. Non mi vedono più lì. (Non mi vedono nemmeno alle serate bellinzonesi per i prossimi mesi. Tempo che si dimentichino della mia facciona.) Questa è la cosa che mi fa rabbia.

La cosa più triste invece è che mi accorgo che ho fatto tutto solo per sperare di avere un altro ricordo da mettere nel cassetto. Ma mi rendo conto che non si può, sbaglio sempre tutto. È inutile sperare che continui a succedere qualcosa che passi da dentro me. Non si possono replicare gli eventi, quello che è successo una volta non accadrà mai uguale. Sarà peggio, o poco simile, ma mai più intenso, né mai uguale. Allora cuore in pace: mi resterà il ricordo delle cose belle e brutte accadute lì ogni anno fino all'anno scorso. E fine.

Faccio bene a non fidarmi mai di nessuno. Continuo per la mia strada. E ora se esco sarà solo con A., o V., o F., o C. Non è più tempo per me, neanche di girare da sola.

Ciao Experience, sei parte dei miei tanti passati oramai.

PS: scusate la scrittura claustrofobica, ma così mi sono sentita a un certo punto, eppure ero all'aria aperta.

1 Comments:

At martedì, luglio 13, 2010 1:15:00 PM, Blogger syd779 said...

mettila così: tutta esperienza.

Mi aggiungo ai saluti all'experience

 

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