RITIRO SPIRITUALE
Ragazzi miei, eccovi anche a voi la lusy che spunta ogni tanto con i suoi momenti bui. Capita, caspita, capita a tutti, a me più frequentemente di altri. Dopo la lunga estate euforica, intensa di eventi. Dopo quell’aprile indimenticabile, e anche prima di quel marzo di sbando e svago assoluto. Si i giorni bui di gennaio, maggio e ora dell’inizio dell’autunno. Riecco la parte negativa di me. E a voi tocca subìrla ora. Questa volta anche a voi. Ma questa volta è prevista, la crisi. Perché se non ne avessi, non sarei io. Arriva il mese cupo e non se ne scappa. E come sempre…
Da oggi parte il mio ritiro spirituale, niente più distrazioni, niente più discorsi e parole superflue e inutili, solo io e le mie riflessioni sul tempo che passa e su quello che sono e che sono diventata, le mie esperienze intense di questo anno. Sarà una lunga settimana, e il prossimo mese non sarà da meno. Penso anche che le osservazioni che devo fare (devo, perché me le autoimpongo, o mi nascono naturali) riguardano l’ultimo anno sì, ma anche prima, due anni fa, perché le mutazioni la mia evoluzione naturale o artificiale che sia stata, dei ragionamenti è partita da lì. Da poco prima che incontrassi lui, da poco prima che avessi la possibilità materiale di essere libera, con l’auto che mi ha permesso di vivere completamente in un altro modo, da poco prima che avessi l’indipendenza finanziaria acquisita con quel colpo di fortuna, l’aver trovato un lavoro fantastico ma non apprezzato.
Poco prima, un soffio, un attimo prima che tutto questo mi piombasse letteralmente addosso. Poco prima di tutto questo è scattato quel qualcosa che tutti sappiamo nella mia mente chiusa e piena di barriere. La molla è stata sganciata, e chi la ferma più quella pallina da ping-pong se esce dal campo di gioco? Ci si porova in tutti i modi a mantenersi in gioco stando nei limiti, un po’ da una parte e un po’ dall’altra. Giusto equilibrio. E quando pensi di esserci riuscita, ecco che qualcuno salta fuori con una nuova idea frutto delle tecnologie moderne, e ti fa conoscere e scoprire letteralmente il suo blog. Ma perché ha dovuto interferire nel mio cammino, già difficile, per dimenticarlo? Non poteva saperlo, che ogni sua parola letta mi avrebbe fatto ricordare il perché di tanto accanimento nei tempi addietro. Non poteva saperlo che riscoprire i suoi ragionamenti mi avrebbe fatto tornare inesorabilmente al punto di partenza. Che ne poteva sapere lui di cosa mi frullava per la testa in quei giorni? Non ci sentivamo praticamente mai.
E di nuovo si ritorna, con nuovi ragionamenti per sfuggire ai vecchi pensierei negativi e opprimenti, trovare nuove visioni, sviluppare nuovi modi per vivere la propria vita perché quelli di prima erano stagnanti e non portavano a niente. O forse solo per evitare di pensare a quel famoso vuoto, che in realtà c’è, e rimane.
Di strada ne ho fatta, ma non è abbastanza. Le esperieneze forti, piene e intense come d’altra parte so vivere io per la mia natura, ce ne sono da ricordare e da selezionare. Per non ricaderci negli errori fatti. Anche se sai, ti conosci, che farai sempre gli stessi. Lo hai sempre fatto. Un albero cresciuto storto non lo puoi raddrizzare. Ma ci provi a visionare le scene. Per non farsi prendere in giro due volte. Per poi giocare in difesa, o a centrocampo, e per capire quando è ora di passare la metà campo avversaria. No, la vita non è come il calcio, ma ci somiglia molto. Le tattiche da adottare per non finire ultimi in classifica le usano tutti. Le barriere difensive ci sono in ogni uomo. E io ne avevo troppe, quando quell’anno ho lasciato il mio nido. La strada è stata dura e impervia, come quella di ognuno. Nel mio piccolo ho raccontato la mia, e il ricordo in questi giorni è inevitabile per me, va alle tante persone che ho conosciuto in questi anni. Probabilmente, anzi sicuramente a 30 anni o a 29 non ci penserò più a questi particolari, sarà spianata la strada finalmente. Ma ora, mi sento ancora quell’adolescente che non ha voglia di crescere. E anche se da un paio d’anni a sta parte ogni anno è uguale a un altro, mi va di pensare un po’ ai tempi andati, perché si, perché sono io.
Perché due date in pochi giorni, mi girano intorno in testa. Due identità, piccola Lucy, Lucy in the Sky, e piccolo Mattia, gioia e luce di zia. Stai crescendo anche tu. E non dimentico l’altra piccola nuova Stella accanto a te, un’Anima delicata che dà forza e ottimismo quando meno ne ho.
Questa sono io. Ieri c’ero ed ero in gran forma. Domani ci sarò come sempre come so esserci io, ma oggi no, oggi stò da me.

2 Comments:
e cazzo quando ti capita di stare cosi non c`e niente e nessuno che puo distoglierti dai pensieri grigi che c`hai in testa,e se ci provano magari ti viene pure da mandarli a fanculo perche vuoi restar li in compagnia di ricordi che fanno male,ma che pensi siano ancora necessari e magari no...mi segui?tanto magari non te ne frega un cazzo di seguirmi e ti stai chiedendo per la quarta volta:ma chi e sto qua??????????
non importa...l`importante e saper affrontare la vita da soli,in cer ti momenti,i sorrisi non mi fanno `guarire` piu di una solita pedata nel culo ben centrata!stai in gamba e scusa l`intrusione magari poco azzeccata...
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