Il declino. L'involuzione di un blog. Ormai non più cronaca dei weekend, ma diario 'mensile' che non ha niente da dire. Aspettando il giorno della libertà di sentire e di pensare ancora. Dai 26 è solo un lento rewind e play con qualche pausa. Bisogna passare da tutte le fasi di questa vita, non si scappa. L'involuzione prima della rinascita.

venerdì 6 ottobre 2006

Pareggio
2 pagine? Tranquilli si legge in attimo, pensieri a raffica, no schemi, no inizio, no fine

Oggi è il mio compleanno, 22. Tutto così normale, tutto così tranquillo, fuori il tempo è cupo. Come è giusto che sia il 2 di ottobre. Perché è un giorno così. Perché è autunno. Dentro, la mia stanza, ancora la finestra aperta, nonostante l’estate sia finita, no non sento freddo, io. Pochi strati, una maglietta e sto già bene. Lascio sempre che il sole mi scaldi, anche quando fuori piove o nevica. E la voce di Tracy dalla radio, mi rallenta ancora di più gli ultimi minuti, le ultime ore di questa giornata fantastica.
Già, perché nella sua normalità, nella sua semplicità… banale sì, ma me la ricorderò. Ricorderò che quest’anno ho ricevuto gli auguri da persone inaspettate, che sorpresa stavolta! S.&S. Thanks! Poi dalle solite, messaggi diversi ogni anno “…dai ke è un bel numero22!..”. Vero Ari, sarà un pareggio alla fine. Nessun vincitore, nessun vinto. Auguri diversi ma sempre uguali questo è il bello della mia vita, che è un ciclo continuo. La sicurezza di avere sempre quegli appigli alla realtà. E poi be’, sempre loro adesso, da adesso in poi, ANCHE loro!
Vivo proprio in un morbido cuscino pieno di affetti. E augurarlo a ognuno non è eccesso di altruismo, è solo che mi rendo conto che quello che ho a volte non ho fatto niente per meritarmelo, mi è capitato, venuto addosso senza che lo andassi a cercare. Botta di culo la chiamano. O semplicemente vita normale.
Quello che è. Solo che sempre più mi rendo conto che è la salute, quella che conta di più. E io ce l’ho, tutto qui. Farcitura assurda di luoghi comuni e frasi fatte? Sarà, ma le sento davvero certe cose, e in quanto a scontatezze, be’ ogni tanto è bene farle saltare fuori, perché troppo spesso ci perdiamo nel mezzo degli eventi e non troviamo più il vero obiettivo della nostra vita. Ammesso che ne abbiamo uno.
Contiuamente distratti da real-tv, feste campestri, e musica assordante. Dicono che è questo che ci tiene su. Ma è proprio così? Molte volte ci ho riflettuto, se questo fosse davvero il senso del vivere. Prendere quello che ci viene dato senza condizione o cercare altro, la via più difficile per la felicità. Troppo tortuosa, la lascio fare a Siddharta, il Buddha. Io mi limito a godere delle cose reali, quelle che posso toccare con mano. Materialista?
Sarà, ma mi piace di più così che come vivevo prima. Sono più libera, libera da me stessa. Preferisco farmi coinvolgere dall’ascolto di canzoni strazianti o da ritmi scatenanti piuttosto che continuare a farmi domande a cui so da sempre che non troverò mai risposta.
Cantare, urlare a scuarciagola le canzoni dei miei idoli, persone immaginarie, mai conosciute che trasformano in note le mie emozioni reali, provate con persone conosciute a fondo, piuttosto che …ecc ecc.
Esatto, la concretezza cerco, e raggiungere ogni volta una meta, un risultato, per poi prefissarmene trovarne un altro. Come tutti, come la maggior parte della gente. Buoni propositi, si vive di realizzazioni, poche e grandi e piccole ma tante, non di sogni, quelli ci accompagnano per alleggerirci il carico. Hey you, would you help me to carry this stone?
E se non fosse che a ogni parola che scrivo da questa tastiera vengo interrotta da un fastidioso messaggio sullo schermo che mi blocca letterlmente l’ispirazione e agisce come le torture ai detenuti quando non li fanno dormire nelle carceri più crudeli di paesi oltreoceano, tortura psicologica, ecco cosa. Questo, non posso scrivere se devo rispondere sempe a questo dannato messaggio: nggvls v
asklfams jflsjejn jsaofj sféldmjreovkj “Eseguire l’installazione ora? NOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!”Cazzo NOOOO! “N” “n”, “Annulla”dio bono.
Dov’ero rimasta.
Ah, si il pezzo forte? Gli auguri di miss Farfalla, lei, grazie Donna, non smetterò mai di ripeterlo.
E grazie ai soliti, F., C., V., A. le solite i quattro punti cardinali. Le mie stelle della fortuna. Senza di voi come potrei vivere? Sarebbe un po’ più dura. E quanto sono disgraziatamente fortunata ad avervi con me? Quanto? Ho una marcia in più con delle persone così speciali come voi vicino. AHAHHAHAHAH, risata malefica per chiunque si avvicini a farle del male o a farle soffrire… lo faccio fuori, gli taglio le braccine, prendo le dita e ci gioco a Shangai. Sto copiando, mi son persa a scrivere commenti in più, lo vedi che è meglio lasciarle su carta certe emozioni?
Dov’ero rimasta, di nuovo…
Ricorderò di quelle persone che ho lasciato indietro nel mio cammino, che non mi rincorreranno certo per recuperare il passo, parole troppe, troppa sofferenza, e di quelle che non rivedrò nella mia vita, ma nella mia mente quando i flash (no, il radar non c’entra, flash is just in my mind) mi arrivano davanti agli occhi sulla strada di Claro, no, non devo più svoltare ora, o per Biasca. Un pensiero andrà a loro ogni tanto, e oggi è uno di quegli attimi.
E poi, e poi… e poi ci sono tutte quelle menti eccezionali, ma non perché siano dei geni o che, solo perché per me hanno qualcosa di speciale, qualcosa che probabilmente nessuno vede, ma io si, quelle menti quei mondi nuovi che ho letteralmente scoperto in così pochi giorni, poche settimane. Tra un mese e l’altro, tra un weekend e una birra, tra una festa e un concerto, sotto le luci e in mezzo alla musica di un locale, tra tendine e banconi all’aperto, tra bancarelle e venditori peruviani, tra un diluvio e una serata buona, tra un kebab e delle patatine, poi tra un esame e l’altro. Tra un appunto e una risata. Tra una domanda e una discussione e una pausa. E tra lo stress, la tensione, la paura di non riuscire. La celebrazione della fine. Lo svago assoluto dell’estate. Si… Vivo di questo io, ho passato fin troppo tempo a studiarla e a capirla e a tenere le distanze girando per mesi da sola per questo Ticino che mi ha lasciato questo… la mia vita è tutta la gente che incontro! E forse cercando di non dare nell’occhio al fatto che ero sola quando uscivo, si.. al weekend, per il solito bar o ai concerti in tuta mimetica, ora sono protetta da uno strato più rugoso di una persona comune. Mi dicono che ho avuto coraggio. Mi è sempre sembrata una scemata, e segno di persona sfigata e senza amici, io ne ho di amiche, poche ma buone. E ora ne ho un po’ di più di gente a cui affidarmi quando loro non ci sono. Questo è il risultato delle mie scorribande sola con la mia Coltina blu. Allora qualcosa ci ho guadagnato in sti mesi uscendo dal mio guscio? Ed è vero che l’energia che ti danno la devi saper cogliere, ogni persona ti sa dare molto se sai trarne la linfa vitale. Cazzate? Provateci. Solo a guardare un po’ più attentamente chi vi sta di fronte, niente di più. Suora o punkettara sul treno, o comune donna in tailleur che parla col collega sulla funicolare. Madre camerunense col bimbo piccolo che mangia il gelato vicino alla giacca dell’avvocato 55enne milanese. Azzi! Si, ma ora sono stanca. Solo ho paura di essermi persa in mezzo alla folla. Isolamento temporaneo mi ci vuole.

Un mese fa ero in Sicilia, riscoprivo il rapporto fra cugini il legame che c’è e che mai si scinderà nemmeno dopo 5 anni di distanza e 2000 km di lontananza, la nostra semplicità dei sentimenti, la nostra consapevolezza che in fondo siamo simili, forse per quello stesso sangue che ci scorre nelle vene, sarà per questo che i tre moschettieri, soci della birra, riuniti intorno al tavolo con le nostre tre bottiglie, nella piazza del paese ci siamo resi conto che da Birmingham a Parma a Bellinzona, le botte sappiamo riceverle e incassare ma non sappiamo neanche da che parte si inizia a darle. Parenti, cugini, coetanei. Io dopo il mio ritorno ho imparato anche quello, ad essere spietata, e non porta che a stare peggio, perché io non sono così. Sono quella che sono, mi conosco, e non agirò più come non è mia abitudine, per poi chiedermi “chi sono?” di nuovo e lasciare il segno su chi forse è più fragile di quel che si immagina. Riscoperta, mi ero nascosta bene eh! Tutto torna.
Menti eccezionali, due mesi fa (due mesi fa!) festeggiavo la festa nazionale, i Mondiali erano finiti da poco e l’amarezza non so per cosa, forse per non essere purosangue, forse per altro, mi stava ancora circolando in gola. Ma nel frattempo la Osogna Project Band ci faceva ridere con “I miei ragazzi!” frase ripresa dagli Elio, che solo gli afecionados conoscono e che nessuno del pubblico a parte me capiva, e il tempo trascorreva e mi lasciava solo bei ricordi e vecchie conoscenze in archivio. E non continuo perché per il resto sono affari miei, avrei un bel pezzo da riportare, da giugno a settembre, ma sono quei piccoli sfoghi parole preziose e…rare! che tieni per te, su quei pezzi di carta al sicuro. In fondo, io sono nata dalla carta. Io sono il mio bl.og. Vedete voi come applicare questo strano sillogismo. A questo punto potreste anche permettervi di cambiare il titolo, ve lo concedo, in “Parole ubriache confuse e senza senso”. Per me un senso ce l’hanno, solo che oggi non volevo impegnarmi a farlo capire agli altri, io ho finito e mi sono capìta a fondo, in fondo questo è il mio bl.og, non ci sono regole per scrivere, qui.

1 Comments:

At venerdì, ottobre 06, 2006 3:41:00 PM, Blogger L.G. said...

...ma non ti sarai mica andata a comprare i kleenex perché il mio computer non ha la correzione automatica installata spero?! Azz, dai non é una tragedia, solo qualche volta mi fa snervare!
Grazie del commento stella, ma non esagerare con la poesia!

 

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