Il navigatore
Le 8 del mattino di domenica
Weekend all’insegna del navigatore, questo strano apparecchio dalle miracolose funzioni.
Sabato mattina, sveglia alle 9.30-10, scendo le scale, mi dirigo in cucina ancora non ben cosciente di ciò che mi circonda, prendo il latte, il caffè, li mischio, esco strisciando col pigiama fuori di casa perché sento le voci. Sarò mica fulminata, le ho sentite. Fratello, V. e gioiello. Macchina nuova? “Muoviti che devo spiegarti una cosa!” Ok, arrivo. Ma siccome in pigiama non posso uscire, torno dentro, salgo le scale a quattro a quattro perché nel frattempo almeno il corpo ha ripreso le sue funzioni autonome, e mi infilo un paio di pantaloni. Scendo colla maglietta del pigiama nascosta dalla giacca ed esco, con l’occhio addormentato. “Dai, che il latte mi si é già freddato.” Seguono spiegazioni di questo miracoloso aggeggio: il navigatore satellitare. Cartina alla mano cerco la via e facciamo le prove per inserire le coordinate sul computerino, fidandoci che poi l’indomani, rispiegandolo al vecchio sarei riuscita a far funzionare tutto, io. Baci e saluti, e finisco la mia colazione. La giornata va avanti, la sera quel che é, é andata anche quella e la mattina della domenica, già lo so che mi devo svegliare prima che partono i vecchi. Dunque m’alzo con fatica, scendo le scale ancora assonnata e con l’occhio mezzo aperto, striscio fino alla cucina (non sono abitudinaria, io eh!) e cerco di svegliarmi mangiucchiando un pezzo di torta fatta ieri. Esco, in pigiama, salgo dalla parte del passeggero, inizio ad alterarmi. Monto l’apparecchio al cruscotto, collego la carica all’accendisigari, e inizio a spiegare al vecchio com’é che funziona. Premo il tasto ON, non é complicato, gli dico, no non lo è. Se si accendesse. Ma non si accende. Inizio a imprecare colla voce da chi s’é appena svegliato alle 8 del mattino di domenica. Premo il tasto. Io e mio padre guardiamo le spie rosse e verdi, é apposto. Ma per sicurezza controlliamo di nuovo. Poi guardiamo fissi lo schermino con quella spia rossa accesa. Lo guardiamo per un po’, è accesa, è giusto no? Abbassiamo gli occhi all’accendisigari, la spia è verde, è giusta no? E allora perché diavolo non va? Tengo premuto per un po’ il bottone ON. Non va, cazzo mi son alzata per niente!!
Avanti allora, dammi la cartina che ti segno il posto con la penna. “Ciao, e vai piano quando gli riporti la macchina oggi.”, “Aé, ciao, e cercate di non perdervi voi.”

4 Comments:
stavo giusto pensando di regalarmi un tom-tom (sai com'é, ad airolo é difficile orientarsi...), ma credo che desisterò...é vero, la buona vecchia cartina e i cartelli sono più che sufficienti!
"..la tecnologia non é per tutti..." commento di oggi a pranzo con mio fratello che l'ha prestato ai miei. Saggia verità.
beh, almeno sull' ON/OFF non ci saranno più dubbi.
Salutammo, ah, la parrucca...
Aé, syd, fammi sapere quando vieni in giu che te la do (la parrucca, sia chiaro).
Saluto a vvossìa, s'abbenedica.
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