Esageriamo...
lucy trova la luce
Ci sono cose che ti cambiano la vita. Vasco o lo odi, o lo ami. È un dato di fatto. Il concerto di ieri mi ha fatto scattare la molla. E alla fine, dopo due ore e mezza di pura adrenalina, di sangue che ti scorre nelle vene e che lo senti, e di brividi fitti sulle braccia e lungo tutto il corpo, ebbene... Non è stato un concerto qualsiasi. Il concerto di ieri sento che mi ha cambiato la vita. Ieri ho visto la luce e forse ora sto per scrivere il mio ultimo scritto su questo blog, dopo 2 anni esatti dalla sua nascita, esattamente il 10 luglio 2006 nasceva il mio primissimo blog, morto prematuramente una settimana dopo. Risuscitò la settimana seguente, con lo scritto su un altro concerto di Piazza Grande a Locarno. Moon & Stars, dà emozioni. E a me ne ha date di indescrivibili ieri sera, anche se per quasi tutta la prima ora mi sembrava solo di essere al concerto di "uno che fa rock", visto che non sapevo le sue nuove canzoni. Ma poi il resto, e il finale con quella batteria che non voleva smettere di farmi vibrare dentro, come una serie di tuoni che rimbombano fin dentro alla cassa toracica fino ad arrivare al cuore per prenderlo e scuoterlo tutto facendo cadere tutti i brandelli morti del passato. Oddio, ma chi è che sta scrivendo, Satana? Oramai questo blog non mi serve più. Non ho più bisogno di scrivere le mie frustrazioni, perché sono uguali a quelle di chiunque altro. E dunque a cosa serve? Viviamocela e basta sta vita! Inutile scriverla! Magari la sto anche pompando su e agli altri può sembrare una cazzata. Beh.. cazzi loro. Ho visto la luce ieri, é stata una catarsi vera e propria. Una liberazione dell'animo. Come un'onda gigante che ha spazzato via tutto e ha portato lontano tutti i miei stupidi pensieri e le mie ansie stagnanti. Mi sono rinnovata ieri. E speriamo che duri, magari é temporanea questa sensazione, ma é stato fantastico, sono felice, ho tutto quello che desidero e tutto quello di cui ho bisogno adesso. Adesso non mi manca più niente. Ho visto Vasco, e mi basta.
Tornando a casa ieri sera mi venivano in mente un sacco di frasi e immagini e impressioni da raccontare:
del viaggio in treno affollato di gente, della mia amica con il suo ragazzo, vederli poi mano nella mano felici allontanarsi;
della gente all'entrata, le facce, le voci, i sorrisi, i panini, le bottigliette d'acqua, di té, poi la birra, la gente, la gente, la gente
della signora quarantenne robusta coi capelli neri corti corti e gli occhioni blu da furbona, che aspettava di entrare insieme alla sua combriccola di francofoni dall'accento calabrese;
del tizio al telefono che parlava francese con accento marcatamente calabrese;
dell'attesa, del mal di schiena dall'inizio alla fine del concerto, del mal di gambe che quasi non riuscivo a camminare a fine concerto, delle mani che scottavano da quanto avevo applaudito, delle spalle che non riuscivano più a tener su le braccia da quanto applaudivo;
del tizio italiano da Zurigo che era da parte a me dall'inizio alla fine del concerto;
della gente
delle due chiacchiere che ci siamo fatti prima che iniziasse con le due ragazze basse basse davanti a noi: "ma a che ora inizia? - alle 8.30, ora italiana però.... - ah, ho capito... eheh " ;
delle foto scattate, quante! Non una che venisse nitida!
della gente
di Lui, delle sue canzoni, della grinta che ha trasmesso, della perfezione che mi ha dato il dubbio iniziale che non stessero suonando e cantando tutti in play-back
della gente
e durante il concerto sempre con loro, ormai tutti estranei divenuti compagni di sventura: "ma non ne so neanche una fino qui! - Eh, dai che farà anche quelle che vuoi tu, quelle vecchie poi - Pensa, questo è il mio primo concerto! - Ah si? Anche il mio! - Eh, anche il mio!! - Eeeeh! - Eeeeh! - Eeeeh!", l'entusiasmo palpabile;
di Lui, delle sue espressioni, dei suoi movimenti da animale da palcoscenico, delle sue espressioni sogghignanti di chi sa già tutto mentre dice certe parole, "sei fantastica quando sei assorta nei tuoi pensieri...", del suo modo di fare, di intrattenere, di lusingare il pubblico "I più belli, siete VOIiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!"
di Lui, delle sue canzoni, della sua voce, delle canzoni che non erano in scaletta, tra cui un paio a random come mi vengono:
"... ma che ne sa lui di fare,
se tutta la vita non ha fatto altro che stare a guardare!"
"Guardami in faccia quando mi parli!
se sei 'sincera'
Se non mi guardi quando mi parli....
non sei 'sicura'!"
"...e sei riuscita a farmi credere che
tu fossi pulita
mentre in realtà giocavi solamente
spero che ti sia divertita"
delle parole che mi sono entrate dentro, di alcune canzoni che non conoscevo e che ho Ascoltato, cercando ancora adesso di ricordarmele:
"...mi chiedo solo se
faccio male...a volte
a ridere di te"
di quelle che invece ho cantato, urlato, sempre a caso, a random:
"...quelli che ormai non credono più a niente
e vi Fregano SEMPREE!"
"...forse ma forse MA SIiiiiii!"
"...c'è qualcuno, che non sa, più cos'è un UOMO..."
"ho perso un'altra Occasione buona Stasera..." (purtroppo solo accennato l'inizio)
"...perché tu vai vai veloce come il VENTO..."
"...passami l'asciugamano!...quello bianco...lì, sul divano!...TOFFEE!!!.....dai che ho freddo!!"
"...Ed il Sole......Muore mentre i miei sogni crollano..."
di tutti i classici immancabili: Vivere, Stupendo, Siamo soli, Un senso, Sally, ecc ecc ecc ecc fino al gran finale Albachiara
e di tutte quelle che non riesco neanche più a ricordarmi, in due ore e mezza di concerto, difficile elencarle tutte! Anzi, davvero impossibile!
fino a quasi alla fine: "eh, allora, che dite n'é valso i soldi del biglietto questo concerto?", sempre lo stesso tizio con il suo zainetto.
Avrei potuto raccontare della piazza che si svuota, di me lì in mezzo ancora incredula di quello che ho visto, vissuto!
Di me che vado avanti verso il palco, le bacchette della batteria lanciate a fine concerto, il tentativo di prendere l'ultima nella ressa di fanatici sotto al palco...
E di nuovo l'italiano pacifico e tranquillo che poi ho ribeccato allo stand delle magliette, mentre parlavo da sola, "Ué, ancora ci si rivede!" "Oh, ciao! Si ancora eh! Facciamo acquisti eh!";
e le frasi scambiate al volo con questi estranei tutti amici e tutti come una grande famiglia: "Eh, ne vale neanche 10 di Euro la maglietta, ma per quello che c'é sopra, sono spesi bene dai. Hai il 'Dio!' adesso sulla maglietta!"
Avrei potuto raccontare tutto questo, ma ormai, questo era l'ultimo post, e mi sono "limitata".
È stata una serata... davvero "Senza parole". Ecco, lui che ha sempre una frase buona per ogni occasione. Vasco è dentro ognuno di noi, non voglio esagerare, ma quello che lui dice nelle sue canzoni, è ciò che bene o male hanno provato tutti nella vita. Le esperienze di vita lui le sa raccontare con tutta la delicatezza e sensibilità di un uomo che sa. Ma anche con quel retrogusto amaro che caratterizza praticamente ogni sua canzone. Sarà che la vita è amara. E lui tutto questo lo sa dire in un modo così naturale, semplice, con le parole che forse noi stessi non riusciremmo a trovare da soli. Quindi 'Grande Vasco!' Come ho più e più volte urlato più forte che potevo in mezzo alla folla, sperando che mi sentisse.... macché, impossibile! Io ho sentito Lui però, e questo é l'importante. Ora so che quello che ha scritto, lo ha anche detto veramente, mentre io ero lì.
E adesso Vasco può anche morire, io l'ho visto. Mi auguro però di poterlo vedere ancora, dalla tristezza (inizio)... alla gioia!!!(fine). Io ero lì (chi ha filmato mi sa che doveva esser proprio nella postazione vicino alla mia. Sempre sia lodata la tecnologia).
Forse sopra il mio letto tolglierò il crocifisso e ci metterò il biglietto di Vasco. Era il 9 luglio 2008 e lucy trovava la luce.
"...senti che bel rumore."

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