Il declino. L'involuzione di un blog. Ormai non più cronaca dei weekend, ma diario 'mensile' che non ha niente da dire. Aspettando il giorno della libertà di sentire e di pensare ancora. Dai 26 è solo un lento rewind e play con qualche pausa. Bisogna passare da tutte le fasi di questa vita, non si scappa. L'involuzione prima della rinascita.

mercoledì 9 agosto 2006

"Andrai ritornerai non morirai in guerra." - Ma allora ritornerà o non ritornerà?
Risposta ai dubbi di una Ragazza Farfalla che sta uscendo dal suo bozzolo, perplessità lecite, ad ogni età!


Cara Wilwarin,
non ti illuminerò ti darò solo qualche spunto perchè dei tuoi "vaneggiamenti" ci ho dovuto fare un esame sto semestre! E quello scorso ne abbiamo dato una spolverata parlando in lungo e in largo delle teorie dei segni di F. de Saussure... il padre fondatore della linguistica, che poco c'entra coi nostri discorsi perchè troppo tecnico.. ma che può aiutare in certi aspetti.

Non farne un dramma se non tutti ti capiscono come vorresti. È del tutto normale che pur parlando la stessa lingua ogni tanto ci troviamo davanti a dei fraintendimenti, fastidiosi perché noi siamo convinti che quello che diciamo è così, giah, perchè noi lo sentiamo così. Il problema che forse Chomsky (che ricordo resta sempre un teorico, no? E le teorie applicate alla società hanno sempre un margine di errore a mio modesto parere) non ha ben chiarito, è il fatto che ogni persona ha, in quella "struttura profonda", una sua esperienza personale, un back-ground, una base culturale (o emotiva nel tuo caso), che rende difficile all'altra persona capirti se questa ha vissuto esperienze e emozioni completamente diverse dalle tue. Bisognerebbe di continuo mettersi sullo stesso piano dell'altra persona, abbassarsi o alzarsi al livello di conoscenza che ha l'altro su noi e sul mondo. Noi invece tendiamo di solito a iniziare a parlare dando per scontato che chi ci sta di fronte sappia già che il 718,90 di cui parlo si riferisce alla "famosa" fattura del fornitore "Pinco" che ancora non abbiamo potuto pagare per quel "famoso" problema...! Ma quale problema??! Chi ce l'ha questa fattura? Di che parli?? Ci vogliono le basi comuni!! Altrimenti è ovvio che non ci si capisce neanche fra colleghi!
E fuori dall'ufficio... di solito più distanza (mentale) c'é tra le due persone, più difficile é comunicare. Questa è psicologia della comunicazione o come la vuoi chiamare, sta di fatto che più ci si conosce, cioè più il rapporto tra due persone è stretto (più cose sai di quella persona, e lei ne sa di te) e meno probabilità di fraintendimento ci sono. Di solito è così.
Sono le esperienze che condividiamo insieme che ci permettono ci capirci meglio.
Non stare a preoccuparti se non è chiaro a tutti quello che esprimi con quelle parole che per te hanno tanta importanza. O se ti manda così in paranoia… prova a metterti allo stesso livello di chi ascolta, prova a pensare: cosa ha vissuto? che linguaggio usa di solito? registro alto, basso? volgare?
Ultimo esempio, lampante direi: sto insegnando a mia madre a usare il telefonino in questi giorni. Una novità assoluta per le sue potenzialità intellettive, lo ammette anche lei. Ma almeno quando la porto a far la spesa il sabato e la perdo di vista… Non stiamo a cercarci due ore!
Il suo esempio: quinta elementare, una vita di lavoro umile, e di accudimento della casa, dei figli e del marito… A pulire ammette anche lei che è un’esperta, e forse un po’ manìaca. Ma per le tecnologie… “Lù! Cerca di avere pazienza con me!”, sii mamma. “Allora con questo tasto…come faccio se voglio che suona quando mi chiamano?..No così vibbrra e bbasta!!…è questo il bottone per accendere, giustoo??” Per te è logico, ovvio. Per lei no. Fai un po’ tu. Con le tue emozioni è lo stesso, a volte è difficile farsi capire, ma con un po’ di pazienza…

Se qualcosa dei miei ragionamenti non vi trova d'accordo, sapete che sono disponibile ad altre prospettive, fatevi avanti!

P.S.: per approfondimenti sul tema, "Le origini culturali della cognizione umana", M. Tomasello, 2005, Il Mulino e "La comunicazione verbale", E. Rigotti, S. Cigada, 2004, Apogeo

P.P.S.: chi di voi ha letto "Anna Karenina" di Lev Tolstoj? Mica voglia di immergermi in un mattone del genere (troppo pigra lo ammetto), ma come esempio di "basta-un-silenzio-tra-lui-e-lei-per-spiegare-l'amore" è una cannonata credo. Una caterva di "non-detto" che ci fa capire come certe volte le parole sono di troppo tra due persone. Come la sola presenza basta a riempire l'atmosfera intorno. Ma questo è un altro discorso. Azz sembra che l'ho già letto sto libraccio!

1 Comments:

At mercoledì, agosto 09, 2006 2:18:00 AM, Blogger L.G. said...

Sms??! Macché! Solo per telefonare lo deve usare!! Sarebbe troppo chiederle una frase con quei piccoli tasti.. È come chiedere a me di dedicare una vita alla biologia marina. Non che non la trovi interessante, ma... Ognuno è confrontato con le proprie abilità personali.

 

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