Lucy va a teatro
Archiviata la brutta caduta di stile e di tutto di lunedì notte/martedì mattina, decido di passare un weekend tranquillo. Venerdì a letto alle 22 e sabato, come promesso e troppe volte rimandato: ultima rappresentazione di Peter Pan, luogo: oratorio del paese. E vai che è da quando ero alta così che non entro né mi aggiro attorno a quel posto. Da sola come sempre m'incammino per la salita. Lo spettacolo, non son professionisti, ma proprio per questo mi emoziona. Sorrido e rido quasi commossa dalla forza di volontà e dall'unione di questa banda di ragazzi che fanno parte e vivono la vita di paese come io non ho fatto davvero mai. Questa sera ci sono anch'io a sostenervi. Inoltre scopro che ci sono compaesane che come me scrivono. Mi sento un po' meno imbarazzata, e un po' più normale, nel mio piccolo. E dopo aver ricevuto in testa la polvere di stelle di Trilly... insapettato il messaggio che ricevo, non tanto per il contenuto standard, ma per il mittente. Ti chiamo e dopo un po' scopro che qualcun'altro ti ha già accennato di quanto sciocca sono stata. Volevo essere io a dirtelo. 'Eh, capita', già, l'ha detto anche il mio babbo, ma non deve capitare a me. Non più. Mai più.
Torno a casa col sorriso che non si stacca dal mio viso, ne valeva veramente la pena vedere questo spettacolo, e le vie del paese, di sera e col freddo invernale, rendono ancora più magico e pacifico tutto quello che sta attorno e dentro me.
Ore 22.45, entro in casa. Buona notte a chi sta fuori.

2 Comments:
non ci crederai ma ti capisco.
...scusa eravamo li...era inevitabile che parlando del più e del meno.
Saluti al babbo
Ah ecco il motivo del tuo post-depression 'nota dalla redaz...'! Non immaginavo che ci stai ancora a pensare, è quasi normale per te. Non lo è stato per me.
Comunque era evitabile invece. Bastava che gestivo subito io la situazione.
Evitabile o no, l'importante è che siam ancora qui a raccontarlo.
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