Il declino. L'involuzione di un blog. Ormai non più cronaca dei weekend, ma diario 'mensile' che non ha niente da dire. Aspettando il giorno della libertà di sentire e di pensare ancora. Dai 26 è solo un lento rewind e play con qualche pausa. Bisogna passare da tutte le fasi di questa vita, non si scappa. L'involuzione prima della rinascita.

domenica 20 agosto 2006

“TIRITIRI TI LA POSTA?” – Il giro di un anno…

Perché tutto torna.


Ma niente è come prima.

È il secondo anno che leggo distrattamente il commento di Fusetti sulle sue nostalgie festivaliere, e come ogni volta rimango anch’io con quella nostalgia addosso, più cosciente del solito, perché qualcuno me lo ha fatto ricordare, che il tempo passa. A dir il vero in questi giorni ci stavo pensando, anche senza che me lo dicesse il suo articolo…

Da qualunque parte lo vogliate far cominciare, un anno resta sempre un anno. E se per voi un mese vale come 365 giorni… fa lo stesso, non siamo qui per mettere in discussione le vostre convinzioni.
Alcuni vivono convinti che un anno duri una stagione di calcio (per gli interisti ad esempio il 05/06 sarà un anno memorabile), e che quindi, specially in England, i mesi giugno e luglio non esistano neanche. Non sono parole mie, sono di un tifoso dell’Arsenal, per lui negli anni dispari mica si contano giugno e luglio (nessun campionato mondiale o europeo da disputare!). Per gli studenti un anno vale 9 mesi e mezzo, da settembre a giugno. Per gli universitari… loro si sentono sempre in ritardo, l’anno inizia a ottobre e finisce quando tutti sono già andati in vacanza, a metà luglio.
E se tutto iniziasse a metà agosto? In realtà credo che per tutti in fin dei conti si inizi a contare il tempo che passa appena il freddo si fa sentire… con tutti i ragionamenti che ne conseguono, selezioniamoli insieme. Mese dopo mese le ambizioni, i desideri, le speranze e il ritorno alla realtà di un probabile cittadino medio borghese (direbbe oggi Marx)…

Agosto: Finito il Festival, “le vacanze per chi non va in vacanza”, il tempo riprende il suo ritmo. L’estate che rallenta ogni cosa, e che placa gli animi più irrequieti, in realtà passa fin troppo veloce, soprattutto ad agosto. Già devi metterti i maglioncini, già le infradito son da archiviare, e a metà agosto chiudi gli occhi e già ti ritrovi a

settembre, con l’autunno che ormai è iniziato. Ma che fine ha fatto quell’atmosfera che sentivo in giro? Dove sono finite tutte le persone che ho conosciuto alle feste, ai party sulla spiaggia mentre ballavo smanicata e scanottierata con le mie amiche o ai banconi dei baretti della Rotonda? Niente da fare, tutto svanito. Ritorno alla realtà. Il tempo brutto e piovoso ma non così freddo, e i pensieri rivolti a un’estate che ormai è passata, e ai ricordi, che, impressi nella mente vi fanno venire il magone tipico della nostalgia. E le tipe che raccontano alle compagne di scuola… “Ah, quella era l’estate di David, non ho potuto andare in vacanza, me lo ricordo bene! Le feste al fiume erano divertenti però..!” era il 2006. “Chi? Giuseppe? Due anni fa. Chissà come sta? Quest’anno vado ancora a Marausa, magari lo rivedo.”. Magica l’estate eh! E intanto coi maglioncini iniziate a tirar fuori le giacche e le candeline, perché un altro anno se ne va, e dal 30 settembre ci ritroviamo già al mese dopo,

ottobre, e i tanti compleanni festeggiati sono già passati e

novembre neanche lo vedi perché subito

dicembre ti da in pasto quelle feste pre-natalizie con Blasco’s Band e Davide van Desfros a farti ballare e cantare sotto i capannoni e che ti fanno ricordare che devi correre a cercare qualcosa di decente e possibilmente utile da mettere sotto l’albero del tuo amico, della tua fidanzata, e dei tuoi veciii. “Una bottiglia di vino è finché mai!” Lo vedi com’è contento. ‘Un regalo ringrazi sempre, e poi lui ci piace perché con poco è felice il doppio! E al fratello? Sicuramente uscirà qualche cofanetto di inediti dei Dire Straits, o il nuovo di…

Oddio, gennaio! Adesso si, che si va in crisi. Perché in teoria l’anno inizia qui, e i buoni propositi… no, non vi parlo di questi, vi parlo delle speranze, dei sogni irrealizzati che saltano fuori a

febbraio, ma che col carnevale di

marzo passano inosservati e che ad

aprile riaffiorano più forti che mai. E lì è crisi profonda, i dubbi sul nostro lavoro ancora più insistenti: “Siamo a metà anno e ancora non ho combinato niente!” “E quello che hai fatto fin’ora dove lo metti?” “Non serve alla società quello che ho fatto fin’ora!” “Non serve alla società, serve a te.”, ma ormai sono già passati 4 mesi per cambiare le cose( ammesso che ci sia davvero da cambiare qualcosa), e lo stress al lavoro è ai massimi livelli, e gli esami si avvicinano, e i lavori, i seminari, le presentazioni. Non c’è tempo. Non c’è tempo per pensare a noi stessi. Troppo presi dai nostri impegni per accorgerci che molti dei nostri sogni li abbiamo abbandonati in un cassetto, o a far polvere in qualche angolo. E troppo presi anche per mettersi in gioco di nuovo, o per iniziare ad assumersi quelle responsabilità verso gli altri che tanto abbiamo rimandato. Tanto loro sono lì, e intanto il tempo passa. Fortuna che l’umore dovrebbe migliorare a

maggio: e vi siete già scordati di quella storia-avventura durata neanche due mesi, ma non è che non ci pensate proprio più… Si vede da come andate in giro che c’è qualcosa che vi manca, o che vi ha lasciato il segno… Ma neanche a dirlo, che un vostro caro vi fa rivenire in mente le peripezie dell’adolescente che eravate ai tempi delle Superiori. Ci mettete poco a ricadere nello sconforto, e a credere che non siete cambiati di un micro po’da lì a quello che siete adesso. Ma intanto il caldo si fa sentire e le infradito e le canottiere vi chiamano dall’armadio… È ora di rimettervi in pista, per lo meno di tirare fuori l’animo festaiolo e coinvolgente che ogni tanto avete e che vi fa stare bene. In fondo che avete da preoccuparvi? È

giugno, l’estate è arrivata, la carbonella sotto le griglie è già accesa e aspetta solo voi, e le feste e gli open-air dilagano a

luglio… non c’è che scegliere. Festa al fiume o Carnevale estivo? Tutt’e due! Mica me ne lascio indietro una! Divertimento 360°. E di botto siamo al Primo d’

agosto. L’estate sta per tirare fuori il fazzolettino bianco. Ma ci lascia ancora un’occasione. Il Festival del Film. Mitico, imperdibile, soprattutto se non piove. E allora tutti in Rotonda a mangiar ciugnate from all over the world… Mexican obviously! Fajita con pollo, me gusta mucho! Non fai in tempo a digerirla che ti ritrovi a salutare l’amica locarnese e a tronartene al nord, perché e da lì che vieni. Col solito magone di un’estate ormai andata e con l’ansia di un autunno che è già qua. Di nuovo, come ogni anno. Come ogni anno tutto ricomincia uguale, tranne qualche sprazzo in cui gli eventi dei mesi di novembre, o marzo o quelli più caldi, in tutti i sensi, di luglio e agosto, ci fanno incontrare persone speciali, speciali per noi. Persone che da lì resteranno per un po’ nella nostra vita, e altre che decideremo che non ci dovranno più disturbare. Perché tutto torna, ma niente è come prima.

Keep smiling! L.G.

1 Comments:

At lunedì, agosto 21, 2006 5:22:00 PM, Blogger L.G. said...

Scusa, mi spiace di aver avuto questo effetto, non credevo che prendessero così tanto le mie parole. Ti pare così sconvolgente il passaggio di un anno?

Dai consolati, pensa alla gente che hai conosciuto e che è ancora lì con te a darti forza nei tuoi momenti più tristi. E non darne più di importanza a quelli a cui devi dire "Bye bye", se è così è perché se lo meritano.

 

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