NON FATE ARRABBIARE LA ZIA
Se si potessero scegliere i parenti...
Se si potessero scegliere i parenti, avrei scelto di sicuro una nipote femmina, tranquilla, silenziosa e pacifica. Ma non si può. E così mi son ritrovata, oggi nel tardo pomeriggio, a dover badare a un pazzoide irrequieto teppistello biondo ragazzino quasi QUATTRenne che dovrebbe essere mio nipote. Dovrebbe. Perché mi chiedo da chi diavolo abbia preso. Da suo padre quand’era piccolo forse. Ma nemmeno, non credo che mio fratello era così indemoniato, anche se credo ai racconti dei miei vecchietti che lo descrivevano sempre come primogenito “difficile”. E comunque pure lui ora é la CALMEZZa in persona.
In giardino:
“Badaci tu che io devo fare la salsa qui e poi devo preparare la cena! Mannaggia non me l’aspettavo che me lo portava stasera!”
Il terrore nei miei occhi: “Aé mà.. ma perché non ci giochi tu e io faccio il sugo?... Vabbé tanto ormai non ho studiato neanche oggi, almeno faccio un po’ di movimento”
Andiamo in terrazza, e subito comincia a blaterare cose in pseudo italiano francesizzato, parla a raffica ormai. Mangiandosi le parole, una sola è chiara: vuole la “Baall!” eccheccaz almeno tirala dove sono io non dalla parte opposta del giardino! Pazienza, devi fare la zia, abbi pazienza ebbasta. Andiamo di là che ci sono gli alberi con sopra le reti e inizia a strappar giù i frutti ancora acerbi. Almeno lo dice, é intelligente: “Quete pugne shono matuhe!” Si Mattia sono mature queste prugne, e va a strappare una mela piccola ancora acerba, maziobil Mattia! Ormai quella è diventata la “mela-palla”, nel senso che il gioco in terrazza adesso lo facciamo con quella mela lì, che ormai è una palla per lui. Un po’ dura, un po’ ammaccata adesso con tutti i colpi che sta prendendo, ma pur sempre una palla. I bambini. Caz, basta che non fa il matto e fin qui va anche bene! Ok, l’ho sfiancato, è stanco, fra un po’ si mangia e sono libera, mi ritiro nelle mie stanze e così si calma. No. Non si può mai dire con i bambini. Soprattutto con Lui. Stanco sì, ma non abbastanza per sedersi a tavola composto. E inizia a rotolarsi come un.... caz, come un animale! sul terrazzo per terra, si toglie le scarpe e io inizio a perderla la pazienza. “Mattia vuoi pulire tutto il pavimento? Dai che fra un po’ si mangia vieni dentro!” Ride. Non mi guarda neanche e ride. Cazzo ridi? E inizia a corrrere di qua e di là intorno al giardino, strappa frutti non ancora maturi, dannaz’! E io inizio ad alzare la voce, ché quando m’incazzo io so’ cazzi.... di solito. Ma non avevo mai calcolato che incazzarsi con uno più piccolo di te e che non ti ascolta è come sentirsi presi per il culo, si presi per il culo da un ragazzino che m’arriva appena sopra il ginocchio! Ma stiamo scherzando?!?! Non smette anzi è un’escalation, un crescendo di danni, e di urla, tanto che ormai il vicinato sa che in casa Jack è arrivata la peste e la sottoscritta sta facendo il possibile per tenerla sotto controllo. Forse più m’incazzo e più ne combina? Sarà, ma è riuscito a sradicare una piantina, sempre mentre gli dicevo basta, “potare” a modo suo un’altra pianta (sempre mentre gli intimavo basta) e... adesso che ci penso, già appena arrivato, voleva “divertirsi” un po’ con i bottiglioni di nocino lasciati a macerare al sole.... era il primo campanello d’allarme che mi ha fatto pensare “i prossimi saranno i minuti più difficili della settimana”. Adesso però è davvero troppo, “MATTIA ADESSO BASTA!” Lo prendo con le due braccia, lo sollevo e me lo carico addosso fino dentro in cucina, lo costringo a sedersi e a calmarsi, ma lui, CAZZO ride! Cazzo ridi? “Ti fa ridere Mattia? Io non sto ridendo veh! BASTA ADESSO FARE IL MONELLO! Se no dalla nonna non ci vieni PIÙ!”
.... Avesse ascoltato una sola parola della mia predica!
Se a (quasi) quattro anni è così non oso immaginare a 14. Lo diseredo. Io e la pazienza, non siamo grandi amiche.
Zero. Fallimento totale come baby sitter e come zia. Figuriamoci come sarei come madre! Gliele avrei già date a go-go. Ma siccome non è figlio mio... Mi son limitata a scaricarlo alla Mutti. Pure lei esaurita. Fantastico avere il demonio biondo invece di un nipote che ti viene a trovare a casa.
Consiglio per tutte le coppie "desiderose di avere una gioiosa splendida creaturina tra le braccia":

tenete a freno questo desiderio se mancate dell'energia e pazienza necessarie, perché i figli sono come la lotteria, non sai mai cosa esce. Se vi esce demonio, avrete una vita più o meno d'inferno...

Inizio a pregare che il fratellino e il cuginetto non diventino come lui. Ma pregare non basta, forse una capatina a Lourdes per scongiurare un po’... Mamma prenoto?
“Non dirle neanche per scherzo ste cose!”
Nervosamente.
L.

4 Comments:
...guarda "la Tata" su LA7 L., si imparano un sacco di cose su come maneggiare il pargolame e poi....ehm...ecco, quei bottiglioni di nocino...ecco insomma, magari un assaggio una volta, così...en passant..
Ciau
... vita non è proprio proprio come un bel telefilm comico dove gli attori si comportano come vuole il regista. È comica, ma in un altro modo semmai... Ah, se si potesse comandare tutto (e tutti)!
Il nocino, quand'é pronto, un cicchetto. Ma uno! Se qualche tornado biondo non passa di nuovo dal terrazzo...
hi hi, capisco perfettamente. io ho la gioia di avere ereditato 5 nipoti da aris...e 5 in un colpo solo son duri da digerire!!! però basta che per una volta fanno i bravi, ti abbracciano e ti fanno due moine che ti sciogli come neve al sole ed é tutto dimenticato...
Eh si wilwi, peccato che li vedo così poco che le uniche volte che arrivano (lui e il fratellino) di baci e abbracci ne vedo ben pochi.
Mi consolo con l'ultimo arrivato, che ha appena imparato a camminare senza tenersi con la manina.... Non vedo l'ora di vederlo, lui. Preferenze di zia. ...! Dì che non ne hai anche tu!
Buon weekend!
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