Part 2 (SATURDAY)
Bancone o dancefloor?
Avrei potuto…
Avrei potuto starmene attaccata al bancone tutta la sera, dopo la una in quel buco di locale, a guardare da fuori il mondo che si muove davanti a me, la gente che balla e si dimena a ritmo di electro-bit cacchio è poi, ma pur sempre muovendo la gambina a ritmo, e la testa a tratti, sorseggiando la mia Redbull, come tanti uomini che erano lì nel locale con le loro birre, le uniche bionde a fargli compagnia, gente che è lì a guardare e aspettare che anche tu li guardi. Io se lo faccio, star al bancone di solito è proprio perché non ho voglia di vedere quegli sguardi, ho voglia solo di socializzare, parlare con gli amici o di farmi pagare da bere (evviva esser donne!). E stasera? Come la passa la serata la Lucy? No, basta con la solita serata adesso lo sappiamo…difatti appena arrivata, da fuori si sentiva la musica battere sotto i piedi sul pavimento, ho sceso le scale fino giù facendo gli occhioni dolci e la solita battuta chiusa al securino che ormai aspetta solo il mio numero di telefono, (faccia tosta, ma da quando l’ho acquisita? Soprattutto da chi?) e già sentivo che mi sarei scatenata. Ho tolto la giacca… prendiamo da bere, non ho più soldi ma fa lo stesso, Vodka redbull, perché una grande serata, una grande brindata! Salute!.. a noi! A noi! Guàrdati e sorridi, che la vita ti sorride! Lanciamoci allora…
In quanti modi la puoi raccontare questa serata? Lo sai già. In breve, 3 parole: bevuto, ballato, in compagnia. Poi puoi continuare dicendo come l’hai vissuta da dentro fino all’ultimo sorso, vale a dire fatto le 3, poi le 4. A ballare sotto gli occhi di tutti e sentirsi libere selvagge, ma sensuali, naturali, donna fino all’osso, sentire libero il proprio corpo lasciato trasportare dai battiti in quella notte scura ma illuminata da colori alternati e, sentire sii, che vivi!Sentire che la gente che è lì intorno a te e vuole solo una cosa, stare come sto io. Il momento è OK, ho avuto tutto, tutto quello che dovevo avere, e mi godo quello che ho, adesso. La mia solitudine, quella che sempre sarà con me, perché soli si nasce e soli si muore. Mia unica certezza. Tutto qui. E stare con gli amici di sempre, le 4 stelle un po’ sparse. Due di loro le ho riunite, il trittico eravamo. FAMOSO, trittico. Ma ché, ma ci siamo tolte un peso la settimana scorsa. Eravamo lì, tutte e tre a dimenarci senza pensieri, senza l’uomo che stressa le balle, lui lì a casa, poi lo affronto, tanto finché un abbraccio sincero senza chiedere altro lo posso avere, è il migliore ch’io possa desiderare! E senza più quell’angoscia della gelosia, ora sono libera! E senza più quell’ansia di non essere all’altezza, desiderata. Ora sono libera! Ballare, e sentire il ritmo, e stare sotto le luci, i colori, il buio, la gente intorno a te, e tu non la vedi perché intanto, si che schifo, anche quello, il sudore, è ora di uscire a prendere un po’ d’aria. Andiamo. Sali le scale occhi dolci al securino (Lù, ma sei proprio tu?) e esci, aahhhhhhhhh, boccata d’aria pura! È proprio un buco laggiù. Si ma si sta bene, e se un pervertito ti guarda con aria strana, girati dall’altra parte e continua a ballare, dimenarti, liberarti. Sfogarti. Sii te stessa, la senti la sensualità che è in te, esce e si diffonde tutt’intorno quando ti senti sicura dei tuoi movimenti, così naturali? C’è e sei tu che la emani! Sei donna, fino in fondo! Sii, lo senti che tutto è diverso quando il tuo corpo e i tuoi gesti sono così perfetti nella loro naturalezza, così in sincronia con quel che ti circonda? “La gente passa, ti vede e lo sa”. E se capita, scambia una battuta con una che ti picchia dentro per sbaglio! O balla con uno dall’aria raccomandabile che è in pista con te! Non l’avrei mai detto anni fa, che avrei ceduto al potere del dancefloor. Venduta. Come quando non volevi ammettere che le Doc erano comode e ti duravano una vita. Ora è il tacco che ti slancia la figura che hai deciso di portare. Cambiata, ma rimasta fedele a me stessa, infatti le Doc le uso ancora se serve... Questo vuol dire evolversi. Dunque ora andrai sempre in discoteca? No, ma si sta così bene, nessuno che ti rompe le balle lì (dove l’ho già scritta una cosa così?) ci sei solo tu e la musica, tu e la musica e le tue amiche di una vita. Una si è dileguata, ma non importa, so che c’é. L’altra ha dato abbastanza per stasera, sembrava che era tornata ai vecchi tempi per un paio d’ore. Sono contenta che non ha pensato ai suoi problemi per un po’ (e chi lo sa, se davvero li aveva lasciati a casa? Maledetta testaccia piena di programmi, progetti appuntamenti, impegni…..). Finito chiude tutto. Bella serata. Ora posso andare a casa. E la settimana prossima, La Fabrique! Maybe.

4 Comments:
evviva il trittico, evviva i trittici. C'é puzza di funky nel tuo post. Giusto, quel locale sembra fatto apposta per spurgare la lozza accumulata.
F&C (forza e coraggio)
Studio, spurga spurga, spurga bene, assicurato.
...tsk tutti questi localetti del dopo 01:00 si somigliano dal lato archittetonico: tutti piccoli nel seminterrato e talmente colmi di gente che se svieni si accorgono solo all'ora di chiusura
Vero, d'altronde siamo a belli, disturbi il vicinato se li metti a pian terreno! Tutti uguali hai ragione, si distinguono solo per il tipo di serata che vuoi passare. Sono tre buchi:
uno per cuccare
uno per ballare
uno per cantare e parlare
Comunque sia basta buttare fuori quel che c'abbiam dentro, si... e alla fabrique ci devo andare al più presto!
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