La comunicazione è ovunque.
Scrivo perché mi sento in dovere, perché questi weekend stanno volandomi sotto il naso e voglio stamparmele da qualche parte anche male e a caso le cose, che qui vola tutto e mi ritrovo già ad agosto, già a settembre, già con un lavoro vero, già con i miei piccoli debiti da pagare, già laureata, già con una nuova vita che non so come sarà, ma me lo immagino...proprio con la canzone di fine weekend che fa da sottofondo al ritorno a casa dopo la visita ai parenti:
“...e tu Parli....parli...
parli di ‘cose che passano’.....
e poi Sogni......sogni
sogni che poi svaniscono
Stai con me... ci stai o no?
ci stai un attimo......un giorno
ci stai per essere ANCORA MIA.....
oppure ci stai PER non andare via!!
e tu dormi dormi
e i sogni poi SI Scordano...”
E io mi scorderò dei sogni che avevo, questo lo so già. Penso avanti io. Non correre! Ma cammina veloce.
Potrei dare più versioni delle stesse serate, ma non ho voglia di pensare a quale mi lasci più in testa le cose giuste.
Dunque ecco in due parole il sunto di un altro weekend pseudo estivo:
Che chiacchierata!
...ogni anno bene o male mi rianima un po’ questo evento, sarà che il blues è la musica dell’anima. Sarà che non ho più pensato neanche all’incontro imprevisto, incrocio al volo saluto sfuggente, che rivedere certa gente fa sempre un po’ “strano”, dopo troppa acqua passata sotto i ponti. Sarà che è solo l’atmosfera calma e gioviale, i discorsi pseudo-seri con la solita combriccola, non più con le amiche ma fa niente, la piazza, il baretto che circonda la foca, "la foca", la gente... ma ci sto bene in mezzo a tutto questo, come se il tempo tornasse indietro ogni anno a quella fine della scuola, a quel giugno lì, a quella cerimonia di consegna dei diplomi ogni volta quell’ormai lontano 2003 ritorna in mente, e tutti gli anni seguenti. Strano, ogni anno a Piazza Blues mi ritrovo con una compagnia differente, 'eh, si vede che ho tante conoscenze oltre alle mie amiche di sempre'.
La sera prima con la banda dell'ometto, quella del carnevale della settimana prima, qualche frase sparsa per la serata cercando di non far pesare troppo la storia del bere... Che tanto poi magari che ne sai, che qualcosa non scatta nel cervello e s’accorge che si può passar una bella, per Dio non esageriamo ‘carina’, serata anche col té freddo. Col tempo pure i bisogni e le abitudini... e le convinzioni cambiano. E una serata su 8 in un mese può anche esser vissuta così, a pagar té freddo a tutti. L’ho fatto io per anni, perché non possono farlo gli altri?
Riusciamo a tirar tardi quasi a forza, vedo gl’altri che sbadigliano e io vorrei star ancora a prendere la mia boccata d’aria, ma ormai è ora di andare e a me sembra d’aver i bodyguards al rientro a casa. Di nuovo. Non so se esserne contenta e compiaciuta o dovermene preoccupare.
E intanto è già sabato e di nuovo si esce, stavolta ci si separa almeno per una sera, che lei sennò stava a casa e poi è un pezzo che non la vedo. Almeno facciamo due chiacchiere, e quante ce ne siamo raccontate io e lei! Solite idiozie, soprattutto a fine serata con un paio di battute al limite dell’assurdo, e lei che mi asseconda, è così che devon fare le amiche! E poi aneddoti, ricordi, e qualche confessione, e poi qualche ricordo e poi ancora...
E guardi l’ora e tra un ammutolimento e l’altro, qualche sguardo a chi ti fissa per far capire di girar gli occhi da un’altra parte, che ‘è la nostra serata ormai!’ siam riuscite a tirar tardi un’altra volta, e son le 3.30 forse è meglio andare, tanto qua sembra di stare al Pit ormai. Co’ ste tipe spannate coi capelli strani e più spettinati dei miei, ma che é?
E così alle 4 a nanna di nuovo. Sospirando, ‘è finita anche sta settimana di luglio’.
M’han pure dato del “Calimero” sto weekend. Meritato in pieno. Potrei scrivere tanto altro stasera, ma non credo sia il caso.. o le stesse cose ma in un altro modo, ma credo sia apposto così, comprensibile solo a me.

1 Comments:
gli anni passano, le compagnie cambiano, ma forse non é giusto dire che cambiano, probabilmente trattasi di "ora esco più sovente con caio e poco con tizio, mentre prima era il contrario". Poco male, l'importante é non perdersi completamente di vista, altrimenti si che sarebbe triste
Posta un commento
<< Home